Oratorio della Madonna della croce
Immerso nel verde e nella tranquillità delle campagne circostanti l’abitato di Pietranico, si trova l’Oratorio della Madonna della Croce con l’annesso edificio, un tempo adibito a convento. Sulla collina dove sorge l’Oratorio, nel 1613, nello stesso luogo dove si trovava una vecchia cona detta “della Croce”, la Madonna apparve al pastorello Domenico del Biondo. I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1618 e si protrassero fino al 1656, riutilizzando in parte i materiali del culto preesistente. L’Oratorio della Madonna della Croce rappresenta un sito di notevole interesse artistico a livello regionale e nazionale, costituendo un autentico gioiello dell’arte barocca abruzzese. Esternamente la chiesa si presenta con una facciata semplice, realizzata in grandi blocchi di pietra locale. Entrando si viene accolti dalla meravigliosa architettura barocca, arricchita da pitture, decorazioni, fregi, finti marmi e tele. Sul lato destro della navata si trova la Cappella della Madonna della Croce. Nel 1628 il pittore aquilano Tommaso Bernardino fu incaricato di decorare la cappella con pitture a olio su muro, rappresentanti episodi della vita di Maria: la Natività della Vergine, l’Annunciazione, il Matrimonio della Madonna e la Visitazione. Sempre sua è la raffigurazione del Cristo in Croce, con ai piedi la Maddalena, la Madonna della Croce e Sant’Antonio, posta sopra l’altare. La volta presenta ovali ricavati nelle decorazioni in stucco a rilievo, raffiguranti i Quattro Evangelisti, opere del doratore Angelino Beffi realizzate nel 1630. L’altra cappella è dedicata all’Annunciazione, con decorazioni eseguite nel 1656 da Antonello de Castellis di Tocco, incaricato di completare il ciclo iconografico sulla vita della Vergine e sull’Infanzia di Gesù. L’autore della tela seicentesca dedicata all’Annunciazione, posta sull’altare della cappella, rimane sconosciuto. Nel 1670 Berardino Cardelli di Santo Stefano affrescò la volta con scene rappresentanti l’Ultima Cena, la Passione e la Trasfigurazione di Gesù. Anche la navata e la tela con la Crocifissione, collocata sull’altare maggiore, sono opere dello stesso pittore