Convento di Santa Maria del Paradiso
Poco distante dal nucleo abitato di Tocco da Casauria, ai piedi del Monte Rotondo, sorgono la chiesa e il convento di Santa Maria del Paradiso, noto anche come convento dell’Osservanza. Questo complesso fu edificato nel 1470 su una preesistente chiesa dedicata a san Flaviano, grazie alla pietà dei toccolani, e successivamente donato ai Frati Minori. La facciata è preceduta da un portico a doppio loggiato sfalsato: il piano inferiore, caratterizzato da arcate a tutto sesto sorrette da colonnine in stile gotico, risale alla fine del Quattrocento, mentre il piano superiore fu realizzato verso la fine del Cinquecento. Il portale, in stile rinascimentale, presenta nella lunetta un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino, San Francesco d’Assisi e San Giovanni Evangelista. L’interno della chiesa, strutturato su due navate, è arricchito da altari laterali che ospitano diverse opere di pregio, tra cui la Madonna dell’Arco, dipinta da Claudio Bazzano nel 1609, e il Buon Pastore, affiancato dalle statue di Santa Chiara e di Santa Rosa da Viterbo. Lungo le pareti laterali sono conservate anche le tredici stazioni della Via Crucis, realizzate in affresco nel Seicento da un autore ignoto. L’altare, costruito nel 1978, un tempo ospitava un prezioso polittico a tempera su tavola a fondo oro attribuito al Maestro dei Polittici Crivelleschi. Tuttavia, a seguito della soppressione del convento nel 1866, il polittico fu rimosso e smembrato. Lungo il lato ovest della chiesa è situato il convento, che custodisce al suo interno un chiostro quadrangolare. I lavori di costruzione del convento furono presumibilmente ultimati nel 1604, come attestato sulla data riportata sul portale di accesso al piano superiore. Nel corso dei secoli il convento ha subito diverse ristrutturazioni e modifiche; negli anni Settanta del Novecento, un restauro da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali ha restituito alla struttura le sue linee tardo-cinquecentesche. Dal 1979 i locali di servizio del convento ospitano la Biblioteca conventuale, il cui nucleo originario risale alla fine del XV secolo. Sebbene parte della raccolta sia andata perduta dopo la soppressione del convento, la biblioteca può ancora vantare edizioni a stampa del Cinquecento, manoscritti miniati e due Salteri pergamenacei risalenti al Quattrocento.